El síndrome de la ‘cosa’


Susaeta y el síndrome de ‘la cosa’

El centrocampista del Athletic de Bilbao, Markel Susaeta, ayer en la rueda de prensa de su debut con la selección española dejó la siguiente perla: “sabemos que representamos a… (pausa) una cosa que, bueno, tenemos que darlo todo”. Es evidente que la cosa es España. ¿No va a darlo todo, que es mucho, por una cosa sideral? Podríamos preguntarnos, ¿donde tiene la cabeza este chico? y la respuesta es sin lugar a dudas: en su sitio. La pregunta más bien es ¿donde tiene su trabajo el jugador?

Es habitual ser políticamente correctos, no por un tema de estética lingüística sino simplemente por miedo a no serlo. Si eres normal y dices lo que piensas serás simplemente crucificado como te salgas de la norma; hasta poner ejemplos puede resultar dañino. Se lía el ejemplo. le sacan punta en nada y a sufrir.

El pobre tuvo sin más algo tan humano como miedo. Pánico a volver a Bilbao y que le llamaran de todo y de por vida. Esto ocurre si dices España en el País Vasco o Cataluña, si criticas algún comportamiento que otro (no lo diré) o, en definitiva, si te desmarcas de los valores de la izquierda o del nacionalismo de turno es su propia guarida.

Contra el pobre Susaeta nada que decir, contra los que le infunden miedo todo: son totalitarios y tienen comportamientos, más que dogmáticos, fascistas, pero allá ellos. A Susaeta le voy a agradecer que ha hecho una aportación al mundo de la cultura: el síndrome de la cosa. Gracias Susaeta, aportar no es nada fácil, los que te producen pánico de hecho no aportan nada o mejor aportan miseria mental que es muchísimo peor.

 


16 pensamientos en “El síndrome de la ‘cosa’

  1. Otro que se suma en su blog a la manipulación linguística creada por la izquierda: Los abertzales son marxistas y separatistas,no fascistas.Y emplean metodos marxistas como los de Lenin,Stalin,Mao,Ceaucescu,Pol Pot,Carrillo etc que causaron 100 millones de muertos.A ver si llamamos a las cosas por su nombre,por que ETA asesinó a numerosos falangistas,carlistas y franquistas ,que supongo vd también llamará fascistas,ya que su palabrería le lleva a usarlo hasta con el Partido Comunista de las Tierras Vascas.

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  3. si pu ripetersi anche nella ppirroa unicit , sai? Gli schemi dannosi li hanno anche gli originali. E le persone non sono affatto tutte uguali queste sono le solite generalizzazioni, cavallo di battaglia tuo e di Riccardo, che qui in molti hanno gi definito pi di una volta offensive.Di semplice e ovvio mi pare ci sia solo questo! Voglio anche aggiungere, per tutti, che troppo spesso prendiamo come offese personali azioni altrui che dipendono da loro e non da noi. Capito quello, potremmo smetterla di farci danneggiare nella nostra famosa autostima (che per definizione dovrebbe essere “auto” e non dipendente dagli altri ).Invito tutti a riflettere su quanto certi confini siano labili e relativi.Se un uomo mi giura amore eterno e poi mi molla, posso definirlo disonesto. E lui dir : “quando l’ho detto ci credevo” E a chi non capitato? E’ un’offesa da legarsi al dito questa? O abbiamo creduto, entrambi, ad un’utopia? E il concetto di fedelt ? Altrettanto relativo. Conosco una donna che si sentiva tradita dal fatto che il suo uomo guardasse film pornografici. Io mi stupirei di un uomo che non lo fa e di sicuro non mi sentirei tradita. Gli amori platonici sono tradimento o il sesso che marca il possesso, come diceva un uomo che trad platonicamente la sua donna con me? Ma l’amore poi possesso? E se lui non pensava di tradire, lei si sentiva tradita.Insomma ma non sarebbe pi utile non avere aspettative irrealistiche, evitare di prendersela per come agiscono gli altri seguendo i loro valori e i loro sistemi di pensiero?Non pensate mai che a volte date per scontato che l’atro pensi e senta esattamente come voi, ma non avete mai approfondito certi temi? Poi sbattete la testa contro il muro.Io sono una persona fedele, finch l’amore e il desiderio durano. Se mi sento attratta da un altro, corpo e mente, dubito del mio amore e facilmente cambio uomo. Sono immatura o sono una che non si accontenta di rapporti tiepidi? Chi resiste, chi fedele, insegue davvero l’amore o solo la sicurezza, l’omologazione, il conformismo? E se provassimo a ribaltare le nostre prospettive? A metterci nei panni degli altri? A ragionare pi profondamente su certe cose invece di far prevalere la rabbia cieca? E l’orgoglio ferito? E una gelosia che insano possesso?Dov’ il confine tra giusto e sbagliato? Ciascuno ha il suo? Perch me la devo prendere per le libere scelte altrui??? L’amore libert o un dovere? Una catena o una scelta?A volte vediamo inganno dove inganno non c’ l’inganno era nella premessa e ci siamo ingannati noi per primi. Quante poi le persone che non vogliono vedere l’evidenza per poter poi fare le vittime E quanti si riempiono la vita di odio se non possono riempirla d’amore Quanti ancorati al passato e alla vendetta Ma perch non vivete e lasciate vivere, capendo che non si gioca tutto l , che ci vuole uno sguardo comprensivo su tutto, voi compresi che tutto tempo perso questa rabbia, questo restare legati al passato, questo recriminare, questo restare annichiliti da una disillusione Andate avanti e rimuginate meno che la vita bella e l’unico sbaglio, l’ho gi detto, non viverla o sprecarla cos .Buona giornata a tutti!

  4. si ma perf2 te ricompari cosec che noi si era tutti in apnirpseone qua e non dici nulla, che sembra che ce lo eravamo sognati, anche il post stesso medesimo non vedo pif9!cioe8 dico mancamento, nausea, mal di testa come stai (risposta obbligata)? cosa e8 successo (risposta facoltativa)?

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